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"Terra-cielo" – Habitat x Terraforma x Ptwschool – 2022

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The path that leads from the campsite to the gates of Villa Arconati is a sort of timeline. A dense and symbolic journey, the perfect narrative synthesis of everything that happens during three days at Terraforma.

The path is totally straight, a strip of gravel and grey-white dust that cuts through the undergrowth like a strip of light. Lined by trees on both sides, it is a blend of avenue and forest which, after the jungle of the big city, expands out towards the countryside.

The path is shaded, accompanied by the constant sound of footsteps; a slow and theatrical crescendo created from the dense interweaving of noises, voices, lights, and movements. As it passes Lake Camping, with its fishing club and the torpid tents along the lake shore, the straight line continues, encountering different elements and people depending on the time of day. Dancers parade in all kinds of costumes, laughing and rushing to be part of the great moving mass. Cyclists and walkers intrigued by the distant sound, forgotten pieces of the Villa.

Creaks, cracks and a great nocturnal chirping emerge from the forest. The many lives that fill the party mingle with the languages ​​of the undergrowth, connecting the two parallel environments across space and time. An encounter that bends the rules and relieves the pressures of everyday life, bringing life back to a perpetual dance.

The length of the journey varies.

It might be over in a heartbeat, pulsing with frenzy, expectation and excitement. This is usually the case after a short break at the campsite or the lake, now recharged and ready for the next dance. Other times, mostly at night, it lasts an indefinite, mellifluous time: rushed when something has been left at the tent; slow, honeyed and dense when you head home as the sun rises.

This path represents the human side of the event, the passage between one world and another, and the different feelings that come with the different moments that form the weekend.

As Habitat, the sheer density of this fragment inspired us to use it as the foundation for our account of Terraforma.

Anchored to the dusty earth, looking up at the scorching daytime sky and the vast expanse of night, we walked the path over and over again. Two hands holding a camera, two recording our surroundings and two leading the group. The task of capturing these images marked out the rhythm of our days and sharpened our focus on the details of our experience. It saw us sneaking among the tents to immortalise the fabric of the campsite, slipping through branches and listening in on fragments of conversations. Photography allows us to capture spontaneous architecture, tricks for resisting the heat, moments of decompression and tenderness. Sensations that frame the motion and frenzy in an outline of intimacy. The complexity of the walk, reproduced in moving images, is the foundation on which all the other photographs, illustrations and words were layered, with our emotions still running high. The sound layer, created with recordings made throughout the festival, is key to absorbing the experience, in particular its stratification and variability.

The sensations accompanying the flow of people towards the gardens of the Villa change dramatically depending on the chance encounters, speed and time of day.

This project was conceived as a spontaneous and living archive, a human and hybrid way to represent the myriad metamorphoses that occur inside and outside Villa Arconati across the three days in which it is transformed into planet Terraforma.


IT

Il viale che conduce dal campeggio ai cancelli di Villa Arconati e' una sorta di linea temporale. Un viaggio denso e simbolico, perfetta sintesi narrativa delle esperienze vissute durante la permanenza ai 3 giorni di Terraforma.

Il percorso e' totalmente dritto, una lingua di ghiaia e polvere grigio bianca che taglia la boscaglia come una striscia luminosa. Ai due lati ci sono fle di alberi, un misto tra il contorno del viale e la selva che, dopo la giungla della grande città, ritrova il suo spazio andando verso la campagna.

Il cammino da compiere e' ombreggiato, contornato dal rumore dei passi; un lento e teatrale crescendo sonoro il cui traguardo e' un denso intreccio di suoni, voci, luci, movimenti. Oltrepassando il Lake Camping, con il suo circolino di pescatori e il torpore delle tende lungo la riva del lago, si prosegue su questa linea retta incontrando, a seconda dell'orario, elementi e persone diferenti. I ballerini sflano in costumi di ogni tipo, ridendo e preparandosi ad essere parte di un grande corpo danzante. Si incontrano ciclisti, passeggiatori incuriositi dal suono in lontananza, pezzi dimenticati della Villa.

Si sentono scricchiolii ed un gran frinire notturno provenire dalla selva. Le molte vite che riempiono la festa si confondono con le lingue della boscaglia, mettendo a confronto due ambienti, due forme di spazio e tempo parallele, ma connesse. Un confronto che allenta le regole e pressioni della quotidianità per riportare la vita a una danza perpetua.

Il viaggio e' a durata variabile.

Può essere del tempo di un respiro, carico di frenesia, aspettative e fermento. Solitamente questo succede dopo essersi presi del tempo al campeggio, o al lago, quando si e' pronti per un'altra danza. Altre volte, come la notte, assume una durata non defnita, mellifua, frettolosa quando si e' scordato qualcosa in tenda o lenta, mielosa e densa quando si va a riposare mentre il sole si alza.

Questo sentiero e' il racconto del contorno umano dell'evento, del tragitto tra un mondo ed un altro, dei sentimenti che accompagnano le varie fasi attraversate dai partecipanti.

La densità di questo frammento ci ha portati, come Habitat, ad usarlo renderlo base per la costruzione del nostro racconto di Terraforma.

Ancorati alla terra polverosa, guardando il cielo torrido del giorno e quello ampio della notte, abbiamo percorso più e più volte il sentiero. Due mani a tenere una camera, due a registrare l'intorno e due a guidare il movimento del gruppo. La costruzione di queste immagini ha dato ritmo al nostro tempo e afnato l'attenzione verso i dettagli dell'esperienza. Ha fatto sì che ci intrufolassimo tra le tende per immortalarne gli incastri, che sgusciassimo tra le frasche e che ascoltassimo le conversazioni frammentate delle altre persone. La fotografia, poi, ha permesso di esplorare le architetture spontanee, i trucchi per resistere alla calura, i momenti di decompressione e dolcezza. Sensazioni che riportano il contorno intimo ai bordi del moto e della frenesia. La complessità della camminata, restituita tramite immagini in movimento e' la base su cui poggiano materiale fotografico, illustrazioni e parole prodotte con il carico di emozioni ancora acceso. Il livello sonoro, frutto di registrazioni avvenute durante tutto il festival, e' fondamentale per l'assorbimento dell'esperienza, in particolare della sua stratifcazione e variabilità.

A seconda degli incontri, della velocità e dell'orario in cui si era di passaggio la sensazione mutava completamente, accompagnando il fusso di ogni persona verso i giardini della Villa.

Questo progetto e' vissuto come un archivio spontaneo e vivente, modo per raccontare con un taglio umano ed ibrido la trasformazione che avviene dentro e fuori Villa Arconati, nei tre giorni che la trasformano nel pianeta Terraforma.

"Terra-cielo" is a digital platform and publication developed by Habitat for Terraforma Festival and Ptwschool, during the last edition of the festival (2022).

Graphic Design and Cover: Jacopo Lega.
Video Recordings: Jacopo Lega.
Texts: Enrico Tarò, Ermanno Brosio.
Editing: Enrico Tarò, Lorenzo Travaglini.
Coding: Federico Poni, Jacopo Lega.
Translation: Vicky Miller.

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