Cà de Monti, Tredozio
22.10.2021
"Habitat non è solo un’occasione per lavorare insieme ad altre realtà. Habitat cerca di trovare una nuova modalità di farlo. Habitat rende vivo il luogo attraverso le pratiche di tutti i suoi partecipanti. È un modo di sperimentare nuove pratiche più ibride e nuove comunità culturali estremamente necessarie nella nostra contemporaneità. Le condizioni a contorno necessarie per farlo sono quelle della convivialità e della condivisione, per questo non ci sono solo progetti a Tredozio, Rocca, Portico e S. Benedetto, ma una comunità di persone che si conosce, costruisce legami condividendo un luogo, immaginandosi nuove forme di esistenza per il nostro futuro." (Parasite2.0)
"Habitat is not just an opportunity to work together with other realities. Habitat tries to find a new way of doing it. Habitat makes the place alive through the practices of all its participants. It is a way to experiment new, hybrid practices and cultural communities, extremely necessary in our contemporaneity. For this reason, it's not just a matter of curating projects in Tredozio, Rocca, Portico and S. Benedetto, but a community of people who know each other, building bridges by sharing a place, imagining new forms of existence for our future. "
(Parasite2.0)

Si è conclusa da poco la prima edizione di Habitat, Residenza Ultra-territoriale e laboratorio collettivo per la ri-attivazione culturale delle aree rurali della Romagna Toscana.

A partire dal 24 Luglio 2021, questo nuovo progetto di Residenze d'artista curato da Jacopo Lega, realizzato insieme all'associazione culturale Distretto A di Faenza, ha animato con eventi, performance, laboratori ed esposizioni temporanee i tre comuni che hanno patrocinato l'iniziativa: Tredozio (FC), Rocca S. Casciano (FC) e Portico-San Benedetto (FC).

Dal 22 Luglio al 24 Agosto 2021, Habitat si è insediato nel piccolo borgo di Cà de Monti, poco fuori Tredozio, con un gruppo eterogeneo di partecipanti formato da oltre 50 figure tra musicisti, fotografi, illustratori, designer, architetti ed operatori culturali provenienti da tutta Italia ed anche Europa, restituendo al pubblico un luogo prezioso per il territorio, dopo la sua chiusura al pubblico avvenuta qualche anno fa. A scandire il periodo di residenza sono stati organizzati quattro appuntamenti, che settimanalmente hanno costituito il momento di contatto tra gli artisti in residenza e il pubblico locale. In questo modo, ciascun tipo di manifestazione creativa scaturita dagli artisti, ha avuto modo di insediarsi e interagire temporaneamente con le quattro location individuate nella mappa territoriale, sotto forma di eventi gratuiti ed aperti al pubblico: il Vulcanino di Monte Busca a Tredozio (30.07), l'Abbazia benedettina di S. Benedetto in Alpe (06.08), il parco di Torre Portinari a Portico di Romagna (13.08) e l'Abbazia di San Donnino a Rocca S. Casciano (20.08).

Ma le iniziative non hanno coinvolto specificatamente solo i tre comuni. Oltre alle piu di 5000 visite contate sul sito di Habitat, la presenza degli artisti ha creato un un flusso di viandanti speciali e curiosi che durante il mese di residenza ha riportato vita a Ca de Monti, che con la sua posizione sulla rete dei sentieri locali, potrebbe ora diventare un importante snodo culturale per il territorio. Sin dall'inizio Habitat ha riconosciuto l'importanza di proseguire anno dopo anno il progetto, per favorire quello scambio di interazioni tra territorio, artisti e comunità locale che troviamo cruciale per lo sviluppo di nuove possibilità culturali e sociali per le aree interne.

Per questo motivo, lo stesso team che ha realizzato Habitat, ha deciso di investire a tempo pieno le proprie risorse e competenze per tenere aperto il borgo di Ca de Monti, a partire da Gennaio 2022. Oltre a continuare ad ospitare il progetto Habitat con ogni sua manifestazione, divenendone di fatto l'epicentro, il borgo di Cà de Monti ambisce a trasformarsi in un porto di montagna, offrendo per tutto l'anno ospitalità, spazi di lavoro, e possibilità che variano dalla sala di produzione musicale alla camera oscura, ma anche il laboratorio di serigrafia e un fitto programma di eventi e attività pubbliche, organizzati insieme ai tanti collaboratori ed amici.

Per citare alcune delle opere realizzate, ricordiamo il sistema modulare per Sculture Nomadi, realizzato da Camilo Garcia Aycardi, Floor Van Meeuwen, Anna Sandri e Avital Barkai, studenti presso Experimental Publishing del Piet Zwart Institute di Rotterdam, realizzato con i legni di scarto di Alpi Wood. La scultura, sviluppata con un sistema di forme ad incastro, viaggerà tra un comune e l'altro nelle prossime iniziative, lasciando il pubblico interagire e costruire nuovi sviluppi della stessa.

Anche il gruppo multi-disciplinare di architetti e designers Parasite 2.0 ha utilizzato come risorsa primaria il legno di Alpi, impiegato per costruire delle sagome dalle reminescenze antropomorfiche, che hanno fatto da scenografia al Vulcanino di Tredozio per il workshop Marchiare la materia, curato dagli stessi, in cui i partecipanti hanno sperimentato tecniche di lavorazione del ferro per creare dei timbri a caldo, sfruttando poi l'energia del vulcano per poter imprimere il legno. Gli stessi architetti hanno inoltre progettato e realizzato alcuni pezzi di corredo per la residenza: Habitat - chair #1, Habitat - chair #2 e Habitat - table.

La stessa scenografia ha inoltre incorniciato la performance acustica di Giargo, organizzata dall'etichetta 47011 di Castrocaro sul Monte Busca.

II collettivo milanese di sound designers Funclab Collective ha prodotto un video-documentario intitolato "IF–THEN–B" sulla prima settimana di residenza, scandito da un'accompagnamento sonoro realizzato dagli stessi.

La Fototeca Manfrediana ha trasformato per un giorno la sala di produzione musicale in una camera stenopeica: dopo aver oscurato ogni sorgente di luce all'interno della stanza, un foro ritagliato ha permesso la proiezione del panorama circostante sulle pareti e sui musicisti durante l'esecuzione di una jam session, che è stata documentata dagli stessi.

Il collettivo francese Flee Project, oltre ad aver inaugurato Radio Habitat, si è cimentato nella costruzione di una campana per richiamare l'attenzione nei momenti dei pasti. Un richiamo al convivio come ritualità nel vivere quotidiano.

Attualmente, siamo al lavoro per realizzare l' archivio online sul sito di Habitat, nel quale saranno raccolti i contributi dei più di 50 artisti che hanno preso parte all'edizione pilota del progetto, insieme al materiale scaturito dai diversi workshop (Serigrafia e poster making, Stampa e sviluppo in camera oscura, Stampa alla ruggine, Rug-making, Musica a contatto) che hanno visto partecipare un totale di 30 persone provenienti dalla provincia di Ravenna, Forlì-Cesena, ma anche Torino, Bologna e Perugia. Lo stesso materiale diverrà fulcro della pubblicazione cartacea - attualmente in fase di sviluppo, di cui verrà presentata un primo prototipo in anteprima a SPRINT— Independent Publishers and Artists' Books Salon il 27 e 28 Novembre, presso Spazio Maiocchi a Milano.

Radio Habitat
Tra le iniziative inaugurate durante questa prima edizione, c'è Radio Habitat: una piattaforma di connessione ultra-territoriale, che raccoglie e racconta, documenta e promuove, permettendo la risonanza dei contenuti e dei progetti sviluppati durante e oltre il periodo di Residenza.
La web-radio, condotta e curata da Enrico Tarò insieme a Jacopo Lega, permette infatti una tipologia ed un ritmo di narrazione personale e diretto, seguendo con attenzione lo sviluppo dei progetti e delle iniziative promosse sia collettivamente che individualmente dagli artisti.

Il primo format inaugurato, Parole e Taralli, vuole essere uno spazio dove singoli e collettivi coinvolti hanno la possibilità di raccontarsi e discutere amichevolmente su come le proprie pratiche possano essere strumento di azione nelle aree geografiche coinvolte. La registrazione di questi podcast si è rivelata un momento di ascolto e discussione anche con gli altri ospiti della residenza, offrendo allo stesso tempo un appuntamento dove discutere gli ideali e gli approcci creativi.

Tramite Radio Habitat sarà possibile continuare il racconto e la trasmissione dei contenuti creati durante il mese di agosto, formati da interviste, discussioni, mixtapes prodotti dai partecipanti ed estratti dalle sessioni di registrazione dello Studio di Habitat. Il potenziale dello strumento radio consiste anche nell'essere un amplificatore per voci e contenuti di giovani creativi (e non solo), i quali spesso non hanno spazio di diffusione e discussione, mettendoli attraverso l'esperienza della residenza, in relazione con il territorio ospitante. Uno spazio che si può trovare nelle aree interne, bisognose e desiderose di essere vissute e contaminate.

Smiley face

"We experienced this first phase of Habitat in Tredozio with a lot excitement and interest. The result, for a pilot project, is really encouraging. Indeed, beyond the interesting encounter with the village of Tredozio and its inhabitants, the residency initiates important artistic conversations, much needed in the creative industry in this current context. We look forward to discovering the next step of their adventure and will remain available to help anytime this new family that adopted us with an incredible romagnola hospitality."

(Flee Project)


"La Fototeca Manfrediana ha aderito con grande entusiasmo alla proposta di partecipazione alla prima edizione di Habitat perché ne condivide la visione e gli obiettivi di incentivazione ad un approccio nuovo e partecipato alla cultura e al territorio. Durante il mese di residenza la Fototeca ha allestito una camera oscura per consentire a tutti i fotografi che si sono alternati di sviluppare e stampare le proprie foto e di sperimentare tecniche fotografiche analogiche. Inoltre, nel tentativo di realizzare qualcosa in grado di mettere in comunicazione le due anime del progetto: il territorio e gli artisti, è stato trasformato lo studio musicale in un enorme camera ottica, attraverso il principio ottico del foro stenopeico, in grado di proiettare sulle parenti interne della stanza l’immagine speculare delle colline all’esterno. Infine, durante tutto il periodo di residenza vari fotografi membri della Fototeca Manfrediana si sono alternati per documentare il territorio e l’intera esperienza di Habitat attraverso la realizzazione di alcuni progetti fotografici personali. L’augurio per il futuro è che questo progetto possa continuare a ripetersi sempre in maniera più strutturata e partecipata per continuare da un lato a far scoprire il territorio al di fuori e dall’altro a creare valore aggiunto per i paesi dell’Appennino tosco-romagnolo."

(Gian Marco Magnani, Fototeca Manfrediana)


"Habitat è un progetto che mi ha entusiasmato immediatamente. Quando Jacopo me l'ha presentato ho subito deciso che Tredozio avrebbe dovuto partecipare. Il potenziale creativo che è stato messo in campo ha arricchito sia gli ospiti che i residenti in un proficuo interscambio di idee e esperienze. L'edizione zero del progetto ha quindi imbastito un primo legame tra gli artisti e gli abitanti dei nostri comuni, che negli anni a venire diverrà sempre più solido. La reciprocità non può che portare arricchimento ed è questa la forza di habitat."

(Lorenzo Bosi – Vicesindaco di Tredozio)


"Il progetto Habitat ha avuto una bella sinergia con il territorio del comune di Portico e San Benedetto. I due appuntamenti in Abbazia a San Benedetto e nel giardino di Dante e Beatrice a Portico sono stati molto interessanti. Si respirava tra i ragazzi grande entusiasmo, voglia di condividere idee e tutto questo è stato trasmesso dalle installazioni presentate ai visitatori. Siamo convinti che un progetto come questo che ha avuto già alla prima edizione un ottimo riscontro, possa solo migliorare e quindi come amministrazione ci proponiamo di proseguire questa collaborazione e condivisione con i Comuni limitrofi, per ripetere questa bella esperienza."

(Claudia Cappelli – Consigliere comunale con delega alla cultura di Portico e S. Benedetto)


"Habitat è stata un'esperienza sorprendente che non ha deluso le aspettative di chi l'ha visto nascere. Un progetto frizzante e ambizioso che ha ospitato giovani artisti che si sono dimostrati incuriositi e attratti dal territorio che gli ha accolti. Giovani ragazzi - coordinati dall'ideatore del progetto Jacopo Lega - sempre pronti al dialogo, al confronto e ad ascoltare le persone che abitano abitualmente questa terra. Artisti che in pari tempo hanno messo a disposizione le proprie conoscenze per restituire al territorio qualcosa. Un progetto appena nato che ci auguriamo di potere nuovamente ospitare."

(Elisa Rabiti – Consigliere comunale con delega alla cultura di Rocca S. Casciano)


Partecipanti all'edizione 2021:

47011 Records: Giargo in Arte (Foggia, IT) Nicolò Matteucci (Castrocaro, IT) Franz (Bologna, IT) Francesco Zaniboni (Bologna, IT) Amphibia (Torino, IT) Anna D’Urbano(Torino, IT) Anna Sandri (Alba, IT) Avital Barkai (Tel Aviv, IL) Camilo Garcia Aycardi (Bogotà, COL) Chiara Carminati (Milano, IT) Chiara Francisetti (Torino, IT) Cristopher Vega (Torino, IT) Danno (Bologna, IT) Eleonora Bartolini (Forlì, IT) Enke (Bologna, IT) Enrico Tarò (Saluzzo, IT) Ermanno Brosio (Torino, IT) Federico Poni (Rotterdam, NL) Federico Ercoli (Porto S. Giorgio, IT) Flee Project: Alan Marzo (Geneve, CH) Olivier Duport (Parigi, FR) Carl Åhnebrink (Lausanne, CH) Floor van Meeuwen (Groningen, NL) Fototeca Manfrediana: Gian Marco Magnani (Faenza, IT) Michele Argnani (Faenza, IT) Luna Capalti (Faenza, IT) Matteo Cavina (Bagnacavallo, IT) Alberto Tedioli (Faenza, IT) Funclab Records: Ayce (Milano, IT) Turenne (Milano, IT) Prev (Milano, IT) Georg Jänchen (Bolzano, IT) Gruppo Grezz: Andrea Gaidano (Torino, IT) Tommaso Daverio (Torino, IT) Giacomo Vittone (Saluzzo, IT) Giovanni Sambo (Venezia, IT) Italia90 (Torino, IT) Ladro(Torino, IT) Leonardo De Marchi (Venezia, IT) Leonardo Passanti (Bagnacavallo, IT) Lorenzo Travaglini (Faenza, IT) Louisa Teichmann (Heidelberg, DE) Lucilla Lisi (Ancona, IT) Marco Clementino (Torino, IT) Matilde Losi (Milano, IT) Matilde Patuelli (Faenza, IT) Michela Casadio (Faenza, IT) Morbido (Torino, IT) Nicholas Sabena (Savigliano, IT) Paace2000 (Torino, IT) Parasite2.0: Luca Marullo (Londra, UK) Eugenio Cosentino (Milano, IT) Stefano Colombo (Milano, IT) Woc (Torino, IT)

Press

➞ Exibart – La residenza laboratoriale che porta il contemporaneo sugli Appennini

➞ i-D Vice – 11 community, collettivi e piattaforme che supportano i giovani talenti emergenti

➞ Ptwschool – Habitat: Infinite Scroll

➞ Ptwschool – Interview + Podcast: Jacopo Lega, Habitat è una residenza ultra-territoriale